Rifugio Paraloup balcone affacciato sulla Valle Stura

 

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“Le baite di Paraloup – si legge nell’introduzione a Il mondo dei vinti di Nuto Revelli - erano più povere delle isbe, quattro muri a secco, la porta così bassa che obbligava all’inchino, una crosta di ghiaccio per tetto. Il vento, passando, lasciava nelle baite l’odore della neve…”

 

Le funzioni all’interno delle baite sono state scelte in base ad una valutazione di carattere sia gestionale sia storico.
Ad un nucleo “culturale” di baite (biblioteca, sala convegni e spazio mostre) si affiancano le strutture che ospitano un rifugio con 16 posti letto (in fase di ampliamento) e un servizio di ristorazione con 40 coperti.
Paraloup si colloca così all’incrocio tra esperienza culturale, ricostruzione storica e iniziativa turistica offrendo uno spazio attrezzato e qualificato in cui realizzare e favorire l’incontro, la rielaborazione collettiva, la conoscenza del passato, ma anche del presente, l’esplorazione di soluzioni e possibilità per il futuro. 

 

Il fabbricato della baita 12, il più grande, utilizzato dai partigiani come spazio per le riunioni, è ora un luogo destinato ai laboratori ed alle conferenze. 

La baita n.9 e la baita Perona saranno destinate ad accogliere nel 2018 il Museo multimediale del racconto grazie al progetto Interreg Alcotra MigrACTION.
Il Comitato scientifico composto tra gli altri da Gastone Cottino, Mario Cordero e Fredo Valla potrà così portare a termine l’allestimento del Museo, intitolato “Nati ieri”, allo scopo di raccontare le storie di vita che si sono intrecciate a Paraloup in un dialogo faccia a faccia tra generazioni passate e nuove. Finalmente gli sforzi compiuti in questi anni per ridare vita a questo luogo di doppia memoria saranno ripagati dalla possibilità di dar voce alle sue storie.
Paraloup  ospita il primo archivio cinematografico in quota sulle tematiche di guerra e resistenza e punterà ad innovare la trasmissione della propria memoria storica attraverso l’implementazione di una app a realtà aumentata. 

Nella parte inferiore della baita 9, denominata Baita Anello forte, la Fondazione ha creato la sede del laboratorio-archivio per la memoria delle donne, con video e libri a disposizione del visitatore per raccontare le storie delle donne che vivono o hanno vissuto nelle nostre valli. 

 

Paraloup ambisce a diventare un laboratorio di esperimenti di ritorno di vita in contesti marginali, in grado di porsi come un piccolo ma significativo modello di microeconomia sostenibile, multidisciplinare e integrata, generando una circolazione virtuosa di persone, istituzioni e associazioni.
Il progetto mira ad alimentare costantemente il proprio nucleo propulsivo, proponendosi come “centro rete” di fondamentale importanza a livello europeo su più temi centrali: storia, cultura locale, architettura, sostenibilità, multimedialità, innovazione tecnologica ed energetica, nuove frontiere della gestione agro-silvo-pastorale, recupero delle tecniche produttive e artigianali locali, turismo responsabile.

La principale attrattiva naturalistico ambientale è costituita dall’ampio territorio ricoperto da boschi di castagno e vasti pascoli alpini, segnato da una fitta rete di sentieri e piccole mulattiere che collegano le varie borgate. Tra gli itinerari ci sono i percorsi che partendo da Paraloup si collegano a Valloriate, al Gorrè, al costone del monte Tajarè, al colle della Gorgia, al colle Roccasson ed all’Alpe di Rittana.

Il percorso denominato sentiero della libertà parte da Madonna del colletto in Valle Gesso, passa da Festiona, attraversa il fiume Stura ed arriva a Valloriate e PAraloup per poi proseguire verso San Matteo in Valle Grana, ripercorrendo il tragitto della banda partigiana Italia Libera. Durante i mesi estivi il territorio può essere scoperto tramite escursioni a piedi, in bici o a cavallo per poi passare alle gite con le ciaspole nel periodo  invernale. 

Ogni anno la borgata è visitata da molti studenti di ogni ordine e grado. Ripercorrendo i sentieri partigiani e ascoltando le testimonianze le storie del luogo i ragazzi approfondiscono le tematiche della resistenza e della libertà, facendo propri i valori della democrazia, proponendosi come nuovi narratori ed interpreti della memoria viva.  

 

Dove La Valle Stura si trova nella parte sud occidentale del Piemonte, situata in posizione centrale tra il Parco Naturale delle Alpi marittime ed il Parco Nazionale del Mercantour. Il valico del Colle della Maddalena la rende una via privilegiata di comunicazione con la Francia. La borgata di Paraloup, la frazione più alta del comune di Rittana, a 1360 metri, si presenta composta da un nucleo di sette baite in pietra, all’interno di una dorsale montuosa della bassa Valle Stura. 

Paraloup è un balcone affacciato sulla pianura del cuneese. Di lì la vista spazia per decine di chilometri, fino a Cuneo, nelle giornate serene fino all’albese e alle Langhe. 

La borgata è circondata da boschi di castagno, preziosi per il sostentamento delle popolazioni locali. Forse all’epoca il borgo si presentava meno protetto dagli alti alberi che al momento lo circondano, ma la volontà è stata quella di mantenere questa vegetazione dirompente per meglio  mettere in evidenza il debole limite tra la forza inesauribile della natura che tenta di riappropriarsi dei suoi spazi e la fragilità della memoria che tenta invece di difenderli. 

La bellezza delle valli, il silenzio dei luoghi, la totale autonomia della natura dall’uomo sono elementi caratterizzanti della borgata. 

 

Come arrivare La borgata Paraloup si raggiunge superando, in sequenza, gli abitati di Borgo San Dalmazzo e Beguda. All’ingresso di Gaiola, sulla destra, parte la strada che conduce a Rittana e sale verso la frazione Gorrè. Una volta raggiunto l’ampio pianoro del Chiot Rosa, si può lasciare l’auto e proseguire a piedi (30minuti) per l’unica strada che sale verso Paraloup, oppure raggiungere la borgata direttamente in auto, percorrendo l’ultimo tratto in sterrata.

 

Per prenotazioni: Sara 3491268858
www.paraloup.it

 

 

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