Archivio cartaceo Lettere, fotografie, testimonianze

 

 

L’archivio di Nuto Revelli consta di circa 60 metri lineari di documentazione e ricopre un arco cronologico assai ampio (1862 - 2004) in quanto conserva anche documentazione della famiglia d’origine. Dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica per il Piemonte e la Valle d’Aosta in data 31.12.2007, è in fase di riordino. 

 

La Fondazione Nuto Revelli onlus custodisce l’ampio archivio di Nuto Revelli, dedicato in parte alla storia della Resistenza e del secondo Novecento, in parte allo studio del mondo contadino

 

Si tratta di un archivio assai eterogeneo, poiché formato sia da documenti cartacei sia da documenti su supporti diversi (fotografie in bianco e nero e a colori, negativi su pellicola e lastra, cassette audio e video), raccolti e prodotti da Nuto Revelli, e proprio per questo costituisce una fonte preziosa per lo studio della storia contemporanea e della cultura contadina. 

Grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, a metà ottobre 2007 sono stati avviati i lavori di riordino con un primo intervento di mappatura dei vari fondi, a cura delle archiviste Antonella Artom ed Enrica Caruso. 

In seguito alla mappatura, conclusasi nel 2008, e a un primo condizionamento provvisorio, necessario per porre in sicurezza il materiale cartaceo e non, l’archivio si presenta ora collocato su scaffalature metalliche aperte nella stanza archivio.

Il lavoro ha evidenziato alcuni raggruppamenti documentari principali: documenti di famiglia; formazione scolastica e militare; periodo del fronte russo 1942-1943; periodo partigiano 1943-1944; attività lavorativa di geometra e ditta individuale; attività di scrittore; attività di divulgatore; raccolte di documentazione di scritti su Nuto Revelli e di interesse per Nuto Revelli; premi e onorificenze; corrispondenza. 

Il lavoro di schedatura, riordino e inventariazione, avviato a gennaio 2009, è stato effettuato a partire dai nuclei documentari evidenziati dalla mappatura e seguendo queste fasi:

• schedatura, a livello d'unità archivistica così come individuata dalla mappatura, del materiale documentario con l’applicativo Guarini Archivi SQL;

• analisi della schedatura e definizione del criterio archivistico più idoneo a organizzare le carte secondo una struttura atta a restituire le attività del suo produttore perpetuate negli anni attraverso i nessi archivistici individuati tra i documenti;

• elaborazione della schedatura su supporto informatico;

• riordino della documentazione secondo i criteri adottati;

• apposizione di un numero identificativo di corda definitivo;

• redazione di un inventario informatizzato e consegna di una copia cartacea non rilegata;

• condizionamento definitivo ed etichettatura dei fascicoli e dei faldoni, collocazione su apposita scaffalatura.

 

La struttura archivistica è organizzata in parti, che ripercorrono le tappe fondamentali della vita di Revelli (dai rapporti con la famiglia d’origine, alla formazione scolastica e militare, all’esperienza di guerra e partigianato, all’attività di scrittore e di divulgatore), divise a loro volta in serie e sottoserie.

Nell’anno del centenario della nascita di Nuto Revelli, il progetto mira ad un approfondimento della corrispondenza intrattenuta con personalità della cultura e della politica, fondamentali nell’ambito di buona parte della storia del Novecento italiano. Basti ricordare che tra i corrispondenti ricorrono nomi quali Mario Rigoni Stern, Dante Livio Bianco, Alessandro Galante Garrone, Giulio Einaudi, Nilde Jotti, Primo Levi, Giorgio Agosti, Natalia Ginzburg.

Difficile quantificare le migliaia di lettere e le minute di Nuto dal momento che la corrispondenza si trova non solo raccolta in fascicoli annuali nella serie specifica Corrispondenza, costituita da 85 faldoni con estremi cronologici dal 1945 al 2004, ma anche e soprattutto sparsa all’interno di tutti i fascicoli d’archivio, frammista ad altra documentazione, e riguarda tanto aspetti personali che professionali della vita dello scrittore.

Il lavoro quindi ha per scopo, attraverso una prima fase di individuazione di tutti i nomi e di normalizzazione dei medesimi dal momento che spesso compaiono solo nomi di battesimo o soprannomi dato il carattere personale e confidenziale di gran parte della corrispondenza, la costituzione di un indice unico ove accanto a ciascun corrispondente siano indicate tutte le occorrenze in cui esso compare, al fine di facilitare la ricerca dei consultatori.

L’indicizzazione sarà eseguita con apposito strumento open source messo a punto dalla Regione Piemonte per la descrizione del patrimonio culturale piemontese e favorirà non solo le ricerche d’archivio interne, ma anche le eventuali correlazioni tra più fondi archivistici distanti tra loro, divenendo uno strumento di ricerca, valorizzazione e divulgazione assai importante per la conoscenza di uno spaccato del mondo intellettuale e politico della seconda metà del XX secolo.

 

 

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