Mostra “Ricordati di non dimenticare. Nuto Revelli, una vita per immagini”

25 aprile – 31 dicembre 2021
TORINO
Portici di Piazza della Repubblica – Portineria di comunità, 1/F


Nuto Revelli è stato, con la sua opera e con la sua azione, una figura di rilievo nella storia nazionale: un testimone del suo tempo, in primo luogo – di quel tempo insieme terribile e fecondo che è stato il Novecento -, un protagonista delle battaglie per la giustizia e per la libertà, un ricercatore di memoria tra le pieghe di una società in trasformazione spesso drammatica.
Fa parte di quella generazione di scrittori (come Primo Levi e Mario Rigoni Stern, di cui era amico) che giunsero alla scrittura non per sola vocazione interiore ma trascinati, per così dire, dalla Storia, per una sorta di dovere civile e morale: per “far sapere” affinché gli orrori di cui erano stati vittime e testimoni non si dovessero mai più ripetere.
Il suo impegno permanente è stato quello di restituire voce a coloro che voce non hanno: ai soldati vittime delle guerre, ai montanari e contadini che quelle guerre per primi le avevano pagate e che erano poi stati lasciati ai margini, a quanti senza nulla pretendere si sono sacrificati per il bene di tutti.

Queste tracce di memoria, che giungono a noi dal secolo scorso – e dunque da un tempo che potrebbe apparire irrimediabilmente lontano – si intrecciano invece oggi con le vicende umane di un nuovo paesaggio, quello di Porta Palazzo, che accoglie popoli e persone a loro volta in fuga da guerre, carestie, oppressione e che qui giungono percorrendo con mezzi di fortuna i mille cammini della speranza.

In tale contesto, in occasione del 25 aprile e nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Nuto Revelli, la Fondazione Revelli e la “Portineria di Comunità” della Rete Italiana di Cultura Popolare inaugurano sotto i portici di Porta Palazzo la mostra fotografica Ricordati di non dimenticare: Nuto Revelli, una vita per immagini curata da Paola Agosti e Alessandra Demichelis per ripercorrere la vita dello scrittore che fu alpino in Russia, partigiano e ricercatore della memoria contadina,  e del percorso di formazione che porta un ragazzo degli anni Trenta a prendere coscienza della dittatura fascista, a ritrovarsi libero nell’esperienza partigiana, per poi diventare un vero e proprio “mediatore culturale”, anticipatore delle tematiche ambientali e della valorizzazione dei saperi tradizionali legati al proprio territorio.
(immagine: La Banda del 2° Settore_Valle Maira_maggio 1944 ©️ArchivioFondazioneNutoRevellifoto Piripicchio)

Inaugurano la mostra: Gastone Cottino, presidente del Comitato Nazionale, Marco Revelli presidente della Fondazione Nuto Revelli, la sociologa Chiara Saraceno, il direttore di Rete Italiana di Cultura popolare Antonio Damasco e Marco Giusta, assessore ai Diritti della Città di Torino.

La mostra, inaugurata dalla Città di Torino nell’ambito delle iniziative del Polo del ’900 per la Festa della Liberazione, è stata realizzata dalla Fondazione Revelli e dal Comitato Nazionale in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in Provincia di Cuneo “Dante Livio Bianco”, ha ricevuto il sostegno del Mibac, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città di Cuneo, delle Fondazioni Compagnia di San Paolo, CRC e CRT e gode del patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino. L’allestimento della mostra torinese è realizzato con il contributo di Fondazione Contrada Torino Onlus e vede la collaborazione di Spazio ZeroSei della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Per scoprire di più, leggi il comunicato stampa dell’iniziativa

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